I regimi di proprietà della terra

La terra è una delle risorse più importanti per lo sviluppo di ogni società. La sua rilevanza è particolarmente stringente per i poveri che vivono nelle aree rurali poichè è sui prodotti dell’agricoltura che questi basano ampiamente la propria sopravvivenza. L’accesso a tale risorsa è disciplinato attraverso i regimi di proprietà che quindi costituiscono un elemento critico di gestione della risorsa. Alcune caratteristiche proprie di beni quali le terre da pascolo, l’acqua, le foreste fanno sì che la definizione dei diritti di prorpietà sia molto difficile ed espongono le risorse a sovrautilizzo e quindi possibile degrado. Laddove invece è possibile definire in modo chiaro i regimi di proprietà, spesso interviene la mancanza di servizi – quali il catasto, le mappature satellitari – nonchè di legislazioni coerenti che mettono ugualmente a rischio la chiarezza circa chi può utilizzare un determinato appezzamento di terra.

La terra è una delle risorse più importanti per lo sviluppo di ogni società. La sua rilevanza è particolarmente stringente per i poveri che vivono nelle aree rurali poichè è sui prodotti dell’agricoltura che questi basano ampiamente la propria sopravvivenza. In particolar modo nei paesi a basso reddito, i poveri rurali sono progressivamente concentrati in territori sempre più a basso potenziale, a causa di una combinazione di fattori tra cui forme di espropriazione della terra, la crescente pressione demografica, la privatizzazione delle terre comuni, e il consolidamento ed espansione dell'agricoltura commerciale con ridotta necessità di manodopera.

È quindi necessario capire – anche in una prospettiva di sicurezza alimentare – come gli individui e le comunità hanno accesso alla risorsa terra e come possono fruire dei benefici economici e sociali da essa derivanti. Ciò che definisce e regola l'accesso alla terra sono i sistemi di proprietà, siano essi disciplinati attraverso accordi formali o pratiche consuetudinarie. Si usa spesso il termine inglese land tenure per indicare il regime di proprietà che la risorsa terra può avere e in cui si stabilisce anche chi può aver accesso alle risorse, per quanto tempo, e sotto quali condizioni.

La definizione dei sistemi di proprietà è un elemento critico poichè solo garantendo un equo accesso alla risorsa terra – e alle altre risorse ad essa collegate quali foreste, acqua – gli individui possono essere in grado di produrre cibo per il proprio consumo, aumentare il reddito delle proprie famiglie attraverso la vendita delle produzioni agricole, beneficiare della stabilità derivante dall’accesso garantito alla risorsa. Non bisogna poi dimenticare che anche tutte le attività collegate all’allevamento necessitano di ampie porzioni di terreno, sia per la coltivazione di foraggi per l’alimentazione animale sia per la fornitura di ripari e pascoli. Al contrario, una definizione inadeguata e insicura dei diritti di proprietà e di accesso spesso contribuisce al perpetuarsi della povertà estrema, della fame (soprattutto nei paesi a basso reddito), ma anche di instabilità socio-politica, può inoltre fomentare l’emergere di rimostranze circa l’utilizzo della risorsa fino anche a coadiuvare l’insorgere di conflitti violenti.

Da un punto di vista di analisi economica, l’aspetto più critico quando ci relazioniamo con risorse naturali quali terra – ma anche risorse ittiche e foreste - è che vi è una generale mancanza di definizione di diritti di proprietà, che, come già evidenziato, rende difficile la gestione dell’accesso alle risorse (con conseguenze in termini di soddisfacimento del diritto al cibo), ostacolano il ricorso alla giustizia per il riconoscimento dei propri diritti, e creano margini di vulnerabilità a fattori esterni (tra gli altri, investimenti commerciali, dislocazioni di comunità).

In termini generali, un bene infatti è chiamato escludibile se è possibile evitare che altri individui (consumatori), che non hanno pagato per usufruirne, possano avere accesso ad esso. Un bene è chiamato rivale se il suo consumo da parte di un consumatore può impedire il consumo simultaneo da parte di altri consumatori. La seguente tabella sintetizza le tipologie di regimi di proprietà sulla base delle caratteristiche indicate.

BENE

Escludibile

Non-Escludibile

Rivale

Bene Privato

(appezzamento di terra)

Beni comuni

(pascoli, terre comuni, acqua)

Non-Rivale

Beni club

(parco nazionale)

Beni pubblici

(biodiversità, aria pulita)

A volte è possibile che la risorsa terra costituisca un bene privato, ovvero caratterizzato da lata rivalità ed escludibilità, ad esempio appezzamenti di terra che possono essere venduti, affittati o ricevuti in eredità, in cui i regimi di proprietà sono più facilmente definibili. L’elemento cruciale in questo caso è verificare che le normative circa la disciplina dei regimi fondiari siano effettivamente presenti e siano trasparenti, nonchè che gli individui possano essere tutelati nell’esercizio di tali diritti. Purtroppo, il riconoscimento dei diritti di proprietà può essere ostacolato dalla presenza di una legislazione non adeguata, dalla mancanza di servizi amministrativi quali il catasto, dalla possibilità di accedere ai servizi, financo dall’esclusione di gruppi sociali (ad esempio le donne in molti paesi poveri) dal poter essere titolari di diritti di proprietà.

In molti altri casi invece, la risorsa terra sfugge a una chiara definizione di proprietà. Questa mancanza risiede in primis nella natura stessa dei beni: ad esempio, le terre comuni (pascoli), le risorse ittiche, la fauna selvatica, l’acqua sono beni che possono essere utilizzati da più persone, indipendentemente dal tipo di proprietà, ovvero queste risorse presentano una bassa escludibilità, ma un’elevata rivalità. Per tali caratteristiche, questi beni sono generalmente detti Common Pool Goods (anche chiamati commons). Questi beni possono essere gestiti a regime di accesso libero (open access), ovvero non esistono regole - nemmeno di natura consuetudinaria – che ne disciplinano l’accesso, o possono essere gestiti come beni di proprietà comune, in questo caso esistono regole di accesso, spesso di natura consuetudinaria, basate sull’auto-gestione da parte di una comunità locale. In quest’ultimo caso, il non essere membro riconosciutodi una comunità può anche impedire l’accesso alle risorse in questione. Il grado di sfruttamento e di degrado dei commons dipende ampiamente dall’esistere o meno di schemi di accesso, sull’efficacia delle norme e dei diritti acquisiti. Tali beni sono spesso soggetti a sovrautilizzo ed esaurimento poichè si tratta di risorse condivise da parte di più soggetti, individuali o collettivi, che agiscono in modo indipendente e razionalmente secondo ciascuno il proprio interesse, nonostante la possibile comprensione che il ridurre lo stock di risorsa comune è in contrasto con interessi a lungo termine della comunità. Questo fenomeno è comunemente indicato come tragedy of commons: la migliore opzione per la loro gestione efficace e sostenibile è che questa venga definita e monitorata direttamente dalle comunità che li usano, piuttosto cheda governio aziendeprivate, in particolar modo attraverso schemi di azione collettiva.

Al contrario, in molti Stati non esiste ancora il riconoscimento di diritti collettivi sulla terra che costituiscono invece uno strumento giuridico importante laddove terre comuni e foreste siano usate e conservate con metodi tradizionali da comunità locali (spesso si tratta di popoli di origine indigena). La mancanza di riconoscimento di diritti di proprietà collettiva può tradursi, ad esempio, nelle considerevoli estensioni di foreste che ogni anno vengono convertite in terreni agricoli per produzioni a fini commerciali. Queste espropriazioni e conversioni vengono spesso perpetuate senza consensi informati e autorizzazioni da parte di coloro i quali – spesso in via consuetudinaria – basano ampiamente la propria sussistenza sui prodotti della foresta.

Quando si parla di gestione responsabile (o governance) della risorsa, è imprenscindibile verificare l’esistenza e il riconoscimento dei diritti di proprietà e accesso alla terra poichè solo attraverso una chiara definizione di questi – e quindi delle possibilità di utilizzo - è possibile permettere agli individui di produrre cibo per il proprio consumo, avere un riparo, poter perpetuare pratiche sociali, culturali e religiose che nella relazione identitaria con la propria terra trovano fondamento, oltre a promuovere crescita economica. Da ultimo, i diritti di cui un individuo o comunità godono sulla terra devono rafforzarsi nella ragionevolezza della durata del diritto di uso della stessa, e nell’efficacia della protezione contro la perdita arbitraria di tali diritti e dei benefici economici che ne derivano.

Una governance responsabile della risorsa terra risponde esattamente a questi elementi, rendendo l’accesso alla terra più equo e non discriminatorio, incentivando la partecipazione ai processi decisionali di coloro i quali sono affetti da decisioni sulla risorsa e proteggendo gli individui e le comunità dalla perdita arbitraria dei loro diritti, ivi incluse forme di dislocamento forzato. L’asimmetria informativa e disuguaglianza di potere economico e politico tra poveri e strutture di governo o aziende private può portare alla marginalizzazione dei priminei processi decisionali, e perpetuare forme di esclusione sociale, ad esempio, a carico delle donne.

La possibilità di accedere alla giustizia e la certezza dello stato di diritto sono consguentemente rafforzati, con ampi effetti in termini di sviluppo istituzionale. Senza il riconoscimento formale dei propri diritti, infatti, risulta impossibile adire qualsiasi strumento giuridico nazionale in caso di violazioni. La mancata risoluzione di dispute sulla risorsa terra può, in ultima analisi, alimentare rimostranze (grievances) latenti – spesso canalizzate attraverso forme di identità etnica e/o religiosa – portando intere comunità in una crescente instabilità sociale, non da ultimo caratterizzata anche da eventi di conflitto armato. Infine, l’impatto del cambiamento climatico e le sempre più frequenti modifiche nella finalità d’uso di terre (a scopi commerciali o di insediamento urbano) non possono non evidenziare quanto sia necessaria la promozione di forme di sostenibilità ambientale nell’uso della risorsa, anche in una prospettiva di equità intergenerazionale.

Esplora le schede collegate. Ogni livello indica il grado di approfondimento della problematica
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 4
Difendere la produzione agricola
Altri patogeni
Insetti
Esempi di insetti sulle colture: la diabrotica e la piralide del mais
La concia del mais e le api
Patogeni fungini
Micotossine: definizione e diffusione
Micotossine: legislazione e monitoraggio
Esempi storici: la ruggine del caffé
Esempi storici: peronospora della patata e southern corn blight
Selezione di genotipi resistenti
Sistemi agricoli
L'agricoltura di montagna nell'Unione Europea
Un sistema agricolo antico: l'agricoltura itinerante
L'evoluzione della zootecnia e i sistemi di allevamento
I sistemi colturali basati sulla coltivazione del riso
Un sistema agricolo recente: colture idroponiche in serra
Migliorare la produzione agricola
Miglioramento genetico per caratteri qualitativi
Uso della biodiversità per caratteri qualitativi
Esempi di selezione di caratteri qualitativi in cereali
Miglioramento genetico per produzione
Mais: ibridi ed eterosi
La Green revolution di Norman Borlaug
I frumenti di Nazareno Strampelli
Le tecniche più recenti: l'ingegneria genetica
Resilienza: risposta alle crisi sistemiche
La Terra: risorsa economica e identità sociale per lo sviluppo umano
Foreste e sicurezza alimentare
I prodotti forestali non legnosi
Lo stato delle foreste nel mondo
I conflitti per la terra
Le grandi acquisizioni di terra (Land Grabbing)
Monitorare le grandi acquisizioni di terra: i dati LAND MATRIX
sei qui  I regimi di proprietà della terra
Le Linee Guida volontarie sula governance responsabile della terra, risorse ittiche e foreste
Il diritto alla terra delle popolazioni indigene
Land grabbing in Papua Nuova Guinea
La risorsa terra nell'Agenda Post-2015 per lo Sviluppo Sostenibile

Disciplinare i regimi di proprietà, in particolar modo laddove caratteristiche proprie dei beni rendano difficoltosa una loro chiara definizione, è un elemento prioritario di buona gestione per assicurare un accesso equo e non discriminatorio alla risorsa terra. La carenza di definizione di regimi di proprietà può facilmente portare al sovrautilizzo delle risorse e al conseguente impoverimento, o addirittura eaurimento, delle stesse. Una definizione non chiara e ambigua inoltre, partecipa nella creazione di zone grigie di gestione in cui fenomeni di corruzione e uso improprio del potere possono minare alla base la possibilità che individui e comunità godano dei loro diritti, e indebolire il sistema istituzionale di un paese. La definizione dei diritti di proprietà e di accesso infatti si neutralizza nel momento in cui il sistema istituzionale non è in grado di verificarne la correttezza e garantirne il rispetto, predisponendo anche misure di tutela in caso di violazioni dei propri diritti.

 

Beretta S. e Balestri S. (2015), Contro la Fame: diritto al cibo, accesso alla terra, ed. EMI

Ostrom, Elinor (1990). Governing the commons: the evolution of institutions for collective action. Cambridge University Press; nella versione italiana: E. Ostrom (2006), Governare i beni collettivi, ed. Marsilio.

Schede di approfondimento

Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 4
Difendere la produzione agricola
Altri patogeni
Insetti
Esempi di insetti sulle colture: la diabrotica e la piralide del mais
La concia del mais e le api
Patogeni fungini
Micotossine: definizione e diffusione
Micotossine: legislazione e monitoraggio
Esempi storici: la ruggine del caffé
Esempi storici: peronospora della patata e southern corn blight
Selezione di genotipi resistenti
Sistemi agricoli
L'agricoltura di montagna nell'Unione Europea
Un sistema agricolo antico: l'agricoltura itinerante
L'evoluzione della zootecnia e i sistemi di allevamento
I sistemi colturali basati sulla coltivazione del riso
Un sistema agricolo recente: colture idroponiche in serra
Migliorare la produzione agricola
Miglioramento genetico per caratteri qualitativi
Uso della biodiversità per caratteri qualitativi
Esempi di selezione di caratteri qualitativi in cereali
Miglioramento genetico per produzione
Mais: ibridi ed eterosi
La Green revolution di Norman Borlaug
I frumenti di Nazareno Strampelli
Le tecniche più recenti: l'ingegneria genetica
Resilienza: risposta alle crisi sistemiche
La Terra: risorsa economica e identità sociale per lo sviluppo umano
Foreste e sicurezza alimentare
I prodotti forestali non legnosi
Lo stato delle foreste nel mondo
I conflitti per la terra
Le grandi acquisizioni di terra (Land Grabbing)
Monitorare le grandi acquisizioni di terra: i dati LAND MATRIX
sei qui  I regimi di proprietà della terra
Le Linee Guida volontarie sula governance responsabile della terra, risorse ittiche e foreste
Il diritto alla terra delle popolazioni indigene
Land grabbing in Papua Nuova Guinea
La risorsa terra nell'Agenda Post-2015 per lo Sviluppo Sostenibile